Per attribuire le responsabilità di un incidente si valutano le tracce di frenata

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Quando si deve ricostruire un incidente per attribuire le responsabilità di un sinistro derivante dalla circolazione stradale, il giudice valuta il comportamento dei conducenti coinvolti, e motiva adeguatamente la sua decisione che deve essere immune da vizi logici e da errori giuridici. Anche la traccia di frenata costituisce una prova per la ricostruzione dell’incidente.

Nella fattispecie, nel caso in esame il giudice attribuisce una maggiore importanza alle prove piuttosto che alle testimonianze. Il sinistro vede coinvolti  un autoveicolo e un ciclomotore: la Corte di appello attribuisce il concorso di colpa al ciclomotore nella misura del 20%.

La sentenza impugnata in Cassazione, si basa sia sul rapporto dei vigili urbani, che sulla deposizione dell’agente accertatore che ha rilevato una traccia di frenata di ben 15,08 metri. Si tratta di una prova ben dimostra l’elevata velocità del ciclomotore. Secondo le tabelle che riguardano gli spazi di frenata in base alla tipologia di veicolo su strada asciutta, i ciclomotori hanno uno spazio di 10,74 metri per 40 km/h di velocità. Considerando che il Codice della Strada prevede per i ciclomotori una velocità massima di 45 km/h, è facile fare il calcolo e logico dedurre che il ciclomotore superava la velocità prevista dal Codice della Strada ed il conducente non considerava né le caratteristiche del veicolo di cui era alla guida né le condizioni di strada e traffico.

La condotta non prudente e la velocità elevata del ciclomotore hanno di certo influito  nel causare il sinistro. Questo il giudice lo può stabilire semplicemente attraverso le tracce di frenata (rilevate dai Vigili urbani intervenuti) e questa prova consente al giudice anche di non dare rilevanza ad altre prove testimoniali che, possono essere anche considerate dal giudice meno attendibili rispetto alla risultanza del rapporto dei verbalizzanti. Spetta infatti al giudice valutare le prove, individuare le fonti del proprio coinvincimento e controllare l’attendibilità delle stesse. La rilevazione delle tracce di frenata, il mancato rispetto di singole norme, il comportamento dei singoli conducenti sono tutti elementi che formano il giudizio del giudice nell’attribuire la responsabilità di un sinistro. (sentenza della Cassazione. n. 9040 del 15/04/2010; 15809 del 11/11/2002).

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