Che cos’è un’assicurazione

assicurazione-rcaQuando si parla di assicurazione si fa riferimento a uno specifico contratto che ha ad oggetto la garanzia rispetto a un determinato rischio, che corrisponde al verificarsi non sicuro di un evento nel futuro, evento che comporta un danno per il proprio patrimonio o la propria salute.

Lo scopo principale di un’assicurazione è quello di far sì che il rischio venga trasformato in una spesa: il soggetto assicurato, firmando il contratto, quantifica il danno patrimoniale cui andrebbe incontro nel caso in cui il rischio, cioè l’evento garantito, si verificasse.

Sono due le categorie di assicurazione a disposizione dei consumatori: l’assicurazione contro i danni e l’assicurazione sulla vita.

Fanno parte del vasto mondo delle assicurazioni contro i danni tutti quei contratti attraverso cui viene risarcita dalla compagnia la riduzione del patrimonio del soggetto assicurato in seguito al verificarsi di un danno: può trattarsi della diminuzione o della perdita totale della capacità di produrre reddito (in questo caso si tratta di assicurazione per i danni alla persona), del deterioramento, della perdita o della distruzione di beni (in questo caso si tratta di assicurazione per i danni alle cose) o della responsabilità della persona assicurata per i danni che ha causato ad altre persone o a cose che appartengono ad altre persone (in questo caso si tratta di assicurazione della responsabilità civile).

Fanno parte delle assicurazioni sulla vita, invece, tutte le assicurazioni che hanno a che fare con la durata della vita di una persona. Qui, la compagnia assicuratrice è tenuta a pagare una rendita o un capitale nel momento in cui il soggetto assicurato arriva a una certa età (in questo caso si tratta di assicurazione per il caso di vita), nel momento in cui il soggetto assicurato muore (in questo caso si tratta di assicurazione per il caso di morte) oppure alla scadenza di un termine prestabilito o alla morte del soggetto assicurato (in questo caso si tratta di polizza mista).

Il tipo di assicurazione più conosciuto e diffuso è l’assicurazione auto, nota anche come Rc auto (sigla che sta per Responsabilità Civile autoveicoli): essa riguarda la responsabilità giuridica per i rischi derivanti da eventuali danni provocati durante la circolazione su strada a cose o persone, ed è obbligatoria per tutti i possessori di un veicolo a motore (a due o a quattro ruote). In particolare, l’articolo 1 della legge numero 990 del 24 dicembre del 1969 impone l’assicurazione di tutti i “veicoli a motore senza guida di rotaie”, inclusi i rimorchi e i filoveicoli. Se il possessore di una vettura ha l’obbligo di sottoscrivere un’assicurazione presso una compagnia di assicurazioni, la compagnia di assicurazioni ha l’obbligo – a sua volta – di pagare i suoi clienti per il risarcimento di danni causati a terzi.

Nella maggior parte dei casi, l’assicurazione di un’auto è connessa con il meccanismo del bonus-malus; molto frequenti, comunque, sono anche le Rc auto con franchigia, le quali non prescindono dalla classe di merito. La classe di merito non è altro che la posizione del cliente nell’ambito di una classifica che dipende dal numero di incidenti in cui egli è rimasto coinvolto. La classe di merito cambia anno dopo anno (può evolvere in meglio, può peggiorare e può rimanere stabile) e viene certificata da un documento che prende il nome di attestato di rischio. La posizione e la classe di merito influenzano la determinazione del premio.

Il mercato delle assicurazioni risulta differenziato in funzione della zona geografica (in generale, nelle regioni del Sud Italia le tariffe assicurative sono più elevate), degli anni della patente, dell’età del conducente, del tipo di veicolo assicurato e, appunto, della frequenza e del tipo di incidenti. Attraverso i comparatori di assicurazioni online, oggi, si ha la possibilità di mettere a confronto direttamente i preventivi, le garanzie e gli importi delle varie compagnie. Sempre grazie a Internet, è possibile avvalersi dei servizi delle compagnie assicurative online, che nella maggior parte dei casi impongono prezzi più bassi rispetto a quelli proposti dalle compagnie assicurative fisiche.

A partire dal 2007, con l’introduzione del decreto Bersani bis (cioè il decreto numero 7 del 31 gennaio del 2007 convertito dalla legge numero 40 del 2 aprile del 2007), il mondo delle assicurazioni auto è andato incontro ad alcuni cambiamenti: in primo luogo, è stata annullata l’esclusiva degli agenti monomandatari; inoltre, in caso di cambio di assicurazione sono state cancellate le spese a carico del soggetto assicurato; infine, è stata abrogata l’esclusiva di dieci anni per i contratti. Altre novità importanti hanno riguardato la validità di cinque anni (a partire dalla data di scadenza dell’ultima polizza) dell’attestazione di rischio, il che permette di non perdere la classe di merito nell’eventualità in cui si sottoscriva un nuovo contratto assicurativo, e la possibilità di acquisire la classe di merito più bassa del proprio nucleo familiare nel caso in cui si acquisti una vettura, nuova o usata che sia.

Il decreto legge numero 179 del 18 ottobre del 2012, poi, ha apportato un’ulteriore significativa novità nel mondo delle assicurazioni auto: grazie a una deroga all’articolo 1899 del Codice Civile italiano, infatti, è stato abolito il tacito rinnovo, in base al quale in precedenza i contratti con le compagnie assicurative venivano rinnovati in automatico alla loro scadenza a meno che non venisse presentata una esplicita e anticipata richiesta di termine del contratto. Oggi, invece, senza tacito rinnovo, alla scadenza annuale il contratto non viene rinnovato in automatico.

L’assicurazione auto non costituisce, in ogni caso, l’unica forma di assicurazione a disposizione dei consumatori. Un altro tipo di assicurazione obbligatoria, per esempio, è l’assicurazione generale obbligatoria, nota come AGO: si tratta di un’assicurazione sociale, vale a dire un’assicurazione obbligatoria in campo previdenziale, e presuppone l’erogazione di una serie di prestazioni previdenziali che lo Stato corrisponde ai cittadini tramite gli enti previdenziali. I cittadini, dal canto loro, pagano una cifra (mensile o annuale) che non viene più chiamata premio, ma che viene indicata come contributo previdenziale.

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