Incidente stradale: l’eccesso di velocità serve anche ad evitare atteggiamenti imprudenti degli altri conducenti

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Parliamo di rispetto dei limiti di velocità. La Corte di Cassazione con la sentenza del 6 maggio 2013, n. 19384 ha precisato che “Le prescrizioni attinenti ai limiti di velocità, sono preordinate, oltre che al fine di non creare pericolo nel normale andamento della circolazione, anche al fine di consentire al conducente di prevenire e porre rimedio alle imprudenze altrui che si dovessero presentare“. Chi guida, quindi, è anche obbligato a prevedere ed evitare le eventuali imprudenze o trasgressioni degli altri utenti della strada e deve prepararsi a superarle senza recare danno altrui.

Il fatto preso in esame riguarda il ricorso fatto in appello di un imputato, ricorso respinto dalla Cassazione che ha invece confermato la sentenza di secondo grado.
I giudici di merito di Venezia, riconoscono un rilevante concorso di colpa della vittima che viaggiava contromano ma fondano l’addebito di responsabilità mosso all’imputato sulla velocità (di 83 km orari) superiore a quella imposta dal limite stradale (70 km h), inadeguata alle condizioni di tempo e di luogo, oltre che sugli esiti della disposta perizia, la quale aveva accertato che, tenendo una velocità inferiore, anche se non si sarebbe potuto evitare l’impatto (essendo a tal fine necessario il contenimento della velocità in 30 km orari, in concreto non esigibile), l’urto sarebbe stato meno violento e non avrebbe avuto conseguenze letali.

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