Incidenti auto: non sottovalutiamo le nostre orecchie

I sinistri stradali causano ogni anno sulle strade italiane l’esorbitante cifra di oltre 4.000 morti (dopo due anni di calo il dato è tornato ad aumentare nel 2011) e diverse centinaia di migliaia di feriti.
Il negativo fenomeno degli incidenti stradali, con tutte le conseguenze che si porta dietro, compreso quello del lievitare dei costi che si riflette anche sul settore dell’assicurazione auto, non accenna dunque minimamente ad avviarsi verso una risoluzione.
Il problema più stringente e preoccupante è però quello della sicurezza stradale, per il cui raggiungimento entrano in campo una miriade di fattori, dalla necessità primaria di far rispettare maggiormente le regole di buona condotta da parte degli utenti stessi della strada fino all’adozione di particolari misure preventive che vanno dal campo dell’assunzione di sostanze alcoliche al fatto di mettersi al volante in condizioni fisiche ottimali al di là di un bicchiere di troppo che attiene di per sé al campo degli eccessi.
Oltre che sperare nell’arrivo, prima o poi, di una maggiore stretta nei controlli che possa mettere un freno all’arroganza che contraddistingue lo stile di guida di molti automobilisti e dunque di veder riconosciuto almeno in parte un diritto sacrosanto come quello di potersi preoccupare quasi unicamente del proprio stile di guida e non anche in egual misura di quello degli altri, gli utenti della strada possono intanto mettersi al sicuro da alcuni imprevisti invece spesso evitabili.
Tra le importanti misure preventive negli incidenti d’auto, ci sono infatti quelle legate a un check-up delle principali funzionalità sensoriali, quanto mai basilari nell’esercizio della guida. Uno stato psicofisico ottimale può fare molto nell’evitare di incorrere nel verificarsi di un sinistro stradale, aumentando anche la nostra capacità di evitare grazie alla prontezza dei riflessi eventuali manovre errate da parte di altri automobilisti più sfrontati o disattenti.
Il primo pensiero va in questo senso a una buona qualità della vista, senza la quale è improponibile pensare di mettersi al volante senza aumentare sensibilmente il rischio di incidente. Oltre alla capacità visiva, riveste poi un ruolo fondamentale anche l’udito, che ugualmente contribuisce a creare un migliore senso generale di “orientamento” molto prezioso sia per individuare eventuali fattori di pericolo esterni come ad esempio il sopraggiungere di una moto ad alta velocità, oppure anche “spie” rumorose di un eventuale guasto al veicolo. In tutti questi casi, e in molti altri, è dunque importante che la nostra capacità uditiva sia la massima possibile. A questo proposito è ad esempio raccomandato di non guidare l’auto con la radio ad alto volume, così come di non distrarsi in conversazioni telefoniche.
Se invece l’ostacolo a un buon udito deriva da un’effettiva difficoltà nel percepire i rumori esterni e attiene dunque al campo medico, è allora quanto mai opportuno sottoporsi alle verifiche del caso come ad esempio un esame audiometrico che possa attestare la reale capacità uditiva: una buona prassi, per chi ha problemi di udito, per evitarne di ulteriori incorrendo in eventuali incidenti d’auto.

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